DOVE IL CINEMA NON ARRIVA...
ARRIVA il cimena!!!

perchè?

PERCHÉ VOGLIAMO INTEGRARE SALUTE, CULTURA E SOLIDARIETÁ. RENDERE L’OSPEDALE UN LUOGO DI CURA A 360 GRADI. OLTRE A CURARE IL PAZIENTE CI SI PRENDE CURA DI LUI

come?

CON UN FURGONE DI TRASPORTO E STIVAGGIO CONTENENTE UN VIDEOPROIETTORE PROFESSIONALE • UNO SCHERMO AUTOPORTANTE • UN IMPIANTO AUDIO DOLBY SURROUND • UN LETTORE BLU-RAY 

dove?

IN QUALSIASI AMBIENTE DELLA STRUTTURA OSPEDALIERA CON UNA DIMENSIONE MINIMA DI 6X5 M2, OSCURABILE E CON POSSIBILITA’ DI ALIMENTAZIONE ELETTRICA

Perché portare il cinema negli ospedali?

e perché è importante per i bambini ricoverati a lunga degenza

Il quotidiano di chi vive un’ospedalizzazione prolungata ha come elemento fondamentale la privazione della mobilita’ e della possibilità di fruire di quelle attività che caratterizzano invece la vita di chi sta “fuori”.

L’introduzione del cinema nella vita di queste persone ha la precisa finalità di creare un appuntamento fisso alternativo a quelli previsti dai protocolli clinici, che possa essere atteso con l’interesse e vissuto con l’entusiasmo che caratterizzava la partecipazione a questi momenti “ludici” prima dell’ospedalizzazione.

Che cos’è la cinematerapia?

e come influisce sui pazienti

La cinematerapia (cinematherapy) indica come la visione di film crei sotto il profilo psicologico un “effetto pausa” per i malati, aiutando a ridurre la percezione del dolore e creando uno stato di benessere riscontrabile a livello neurologico. Le neuroscienze hanno ulteriormente validato questa tesi (neurocinematics) arrivando a misurare gli effetti fisici durante la visione di immagini in movimento e rilevando miglioramenti.

Negli Stati Uniti fin dal 2002 Birgit Wolz, psicologa di Oakland, ha avviato la cinematherapy come forma di somministrazione terapeutica per diversi tipi di condizioni neuropsichiche come la depressione e gli stati d’ansia.

Cosa prevede il progetto?

e a chi è rivolto

Il cinema prevede la creazione di un’agile realtà che possa operare in strutture anche medio/piccole e diversificate per tipologia di paziente (pediatrie, case di riposo, lungodegenze, oncologici terminali). La peculiarità di questo progetto sara’ proprio basata sulla propria flessibilità e mobilita’, elementi che permetteranno di portare l’iniziativa anche nelle piccole sale ricreative con una diversificazione di modalità e di contenuti in base alla disponibilità delle strutture ospedaliere e della tipologia di pazienti.

Come si svolge il progetto

e chi sono gli attori coinvolti

Sono coinvolti nel progetto:

1 COORDINATORE PROGETTO

•2 TECNICI

•1 CONSULENTE MEDICO

Viene riprodotta l'esperienza dell' "andare al cinema" insieme, viene introdotto il film e proiettato sul grande schermo. Poi se ne discute e ci si confronta con gli spettatori/pazienti.

Cosa dicono i bambini

«Tra le operazioni e le altre
cose brutte almeno questo momento
ci dà un po’ di gioia! Insomma, io
porterei sempre il cinema in ospedale
perché fa divertire noi bambini»

Testimonianze mediche

« Il cinema rappresenta per i nostri giovani malati un aiuto considerevole. Permette infatti l’apertura e il mantenimento di un legame con l’esterno. La convivialità delle proiezioni normalizza le relazioni e crea un istante di sogno.»

P. Massicor, Direttore Medico del Centre Hélio Marin di Saint-Trojean-les-Bains

«Abbiamo chiesto a 260 pazienti tra Niguarda e Policlinico Gemelli di rispondere a un questionario. L’80 per cento ha risposto di sentirsi “fuori dall’ospedale” mentre guarda il film, la metà afferma di non aver sentito dolore durante la visione.»

Dott. Celestino Pio Lombardi, primario del Policlinico Gemelli

« Introdurre il cinema in ospedale ha un impatto straordinario sui bambini. Grazie a questa attività hanno la sensazione di vivere “come a casa”, di scappare per qualche ora dall’ambiente dell’ospedale e poter sognare grazie ai film meravigliosi che si possono proiettare”

Dott. Olivier Hartman, capo del servizio di Cancereologia dell’Istituto Gustave-Roussy a Villejuifl

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